Gruppo Amici di Loreto Albavilla Gruppo Amici di Loreto Albavilla
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Storia del Santuario 
 
 
Tratta dal libro di Luigi M. Gaffuri 
 
Molena è una piccola terra ad oriente di Albavilla. 
Il nome di Molena pare risenta di un lontano etimo molitorio, forse perché in tempi ben remoti vi era installata qualche macina agricola. 
La sua chiesetta dedicata anticamente all’apostolo San Bartolomeo e successivamente alla vergine Lauretana, sta molto discosta dall’abitato. 
Paolo Botta, nel suo volume “gite e rilievi storici e archeologici nei dintorni di Milano”, edito nel 1895, ne farebbe risalire l’origine al secolo XII. 
La dedica all’apostolo San Bartolomeo induce a pensare che la chiesetta di Molena sia stata fatta erigere dai Parravicini, la famiglia più nobile e più antica della zona, ritenuta da alcuni storici ramificazione della potente casata dei Carcano. 
Il 26 aprile 1574 S. Carlo in visita alla chiesetta ne ordinò il restauro ma non è stato provveduto subito all’esecuzione dei decreti arcivescovili e ciò è documentato dai verbali di una visita vicariale del 1579, in cui la chiesetta  appare ancora come cinque anni prima.  
Probabilmente il riattamento dell’edificio sacro si fece, o comunque si completò, al più tardi nella prima metà del seicento, come appare chiaramente dalle strutture odierne, conservando dall’antica costruzione, una sola delle due absidi originali. 
Ad oltre un secolo dalla visita di S. Carlo; siamo nell’anno 1686, essendo arcivescovo di Milano Federico Visconti. La risorta chiesetta di Molena è minuziosamente descritta in una relazione di visita, nella quale essa non appare più intitolata a S. Bartolomeo, ma alla Beata Vergine Lauretana.  
 
Testo redatto dopo una visita pastorale del 1686: 
“il luogo boscoso , non però molto distante dal luogo di Molena, entro i confini della parrocchia di Villa Albese, è costruito l’oratorio dedicato alla B.V. di Loreto, certamente antico ma restaurato con strutture moderne, costituito da un'unica navata con pareti per la maggior parte grezze, coperta da una capriata di legno. 
In esso(oratorio) vi è l’obbligo di cento messe, per un legato lasciato del fu Giovanni Battista Frigerio nel suo testamento il giorno 5 agosto 1664. 
Nel quale legato si vuol comprendere quello fatto dal fu Giuseppe Parravicini, di fare celebrare quelle messe ai sensi del detto testamento, erogato dal fu Roberto Galimberti, per le quali messe da celebrarsi si percepiscono cento lire da una certa casa lasciata dal detto fu Giovanni Battista Frigerio.” 
 
I conti Frigerio si presero cura di dotare la chiesetta di lasciti per messe, riservandosene il patronato, e probabilmente provvidero anche ad abbellirla e a fornirla di arredi. L’affresco dell’icona sopra l’altare porta infatti il loro stemma nobiliare. 
 
Si giunge così al primo quarto del settecento. 
La chiesetta è andata ancora gradatamente in deperimento in quanto la lontananza dal centro parrocchiale e dalla stessa frazione, il suo isolamento in una zona boscosa,  forse anche l’incuria in cui è lasciata, fanno presto a deteriorarla, al punto che l’arcivescovo cardinale Archinti,  nel 1709, ne impedisce l’uso fino a quando non si provveda al suo restauro.  
Una specie di fabbriciere o economo tratto dalle famiglie più ragguardevoli del luogo (i Porro ed i Meroni), teneva infatti amministrati i modesti patrimoni della chiesetta; ed è appunto da questo antico registro che si possono trovare i “Fioretti”
Ci sono anche scritti che testimoniano i miracoli avvenuti presso la chiesetta in un documento dal titolo: ”memorie de li miracoli che à fatto B.V. di Loreto”. 
 
Una visita pastorale vera e propria avvenne nel 1752 tramite il  cardinale Giuseppe Poggobonelli. 
Fra gli atti di questo sopraluogo si trovano pure le descrizioni della nostra chiesetta: 
“presso il luogo chiamato Molena, entro i confini di questa parrocchia, vicino al bosco che è di diritto parrocchiale, fu ricostruito questo oratorio, che un tempo era dedicato a S. Bartolomeo, ora invece alle B.V. Lauretana. In questo oratorio esiste un  legato di cento messe da celebrarsi ogni anno, come è detto laddove si tratta dei legati delle chiese parrocchiali.” 
Le cronache e le annotazioni sui documenti dell’archivio parrocchiale accennano alle solennità celebratesi in questo oratorio nei secoli scorsi ed ancora nei primi anni dell’attuale, in occasione delle festività di S. Anna, la madre della vergine, e della natività di Maria SS.  
Soprattutto quest’ultima ricorrenza rivestiva la caratteristica di una vera e propria sagra, con grande concorso di devoti, di pellegrinaggio e di clero. In  alcune note del settecento si elencano fino ad otto sacerdoti. 
Arriviamo ai nostri tempi, si fa avanti il secondo conflitto mondiale. La chiesetta avrebbe bisogno di cure e di riparazioni cui, in tempi di ristrettezza finanziaria, non è facile provvedere. 
Il dopo guerra, con le sue riviviscenze di teppismo,  lassismo e  marcate flessioni dal senso morale, accelera la rovina dell’edificio. 
Il tetto è malridotto, le travature corrose minacciano di crollare, piove acqua un po’ dovunque. Le sassate vandaliche danno il colpo di grazia alle tegole, ai vetri delle finestre, che diventano facile bersaglio della teppaglia. 
Le pareti e i pavimenti trasondano umidità, anche le porte sono seriamente deteriorate. Vi si aggiungono poi le incursioni ladresche attraverso una finestra del ripostiglio. 
Eccoci giunti agli anni 1979-1980 quando su invito del parroco don Michele Dossi, si costituisce un contratto che coordini e sostenga l’iniziativa e lo svolgimento dei lavori di restauro che sono affidati all’impresa edile Ciceri, con l’assistenza dell’architetto padre Francesco Radaelli betarramita e la supervisione della soprintendenza predetta. 
 
Si giunge così all’anno 1981. 
Rinnovato l’arredamento della chiesa e della sacrestia, si sistemano gli impianti elettrici e di riscaldamento e il santuario riprende a funzionare. Vi si celebra la messa vespertina ogni sabato o altra vigilia di giorno festivo; parecchie coppie di sposi la scelgono come posto ideale per la celebrazione del loro matrimonio; rinasce l’antica tradizione della sagra rionale in occasione della natività di Maria SS con triduo di preparazione. 
Con il completamento delle opere di restauro nel 1980 nasce anche il “Gruppo Amici di Loreto”, un gruppo di amici che con la loro buona volontà porta avanti l’intento di mantenere in ordine la chiesina e di organizzare la festa ed altre manifestazioni per raccogliere i fondi per la manutenzione ordinaria di questo patrimonio. 
Nel 2005 purtroppo vengono sospese le ss. messe e nel 2007 si ripristinano i matrimoni (che nel corso degli anni furono sospesi). Ora si celebrano anche funzioni mariane , e si organizzano concerti di musiche sacre. 
 
 
 
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